Sembra che siamo di fronte ad un cambio circolatorio più o meno netto per quanto riguarda i prossimi giorni, che li rendono quindi il primo serio break dalla catena di perturbazioni Atlantiche che ci stava interessando ormai da molte settimane. L'anticiclone subtropicale prima e oceanico poi (nel long range) riusciranno ad elevarsi di latitudine, e ad interessare principalmente il bacino Occidentale e Centrale del Mediterraneo.
Nella mappa allegata sopra vediamo la genesi di questa dinamica atmosferica, con un profondo vortice depressionario che va a posizionarsi proprio nel MedioAtlantico, causando quindi sulle nostre zone (Europa Occidentale e Meridionale) l'arrivo dell'anticiclone subtropicale. Questo sta a significare maggiori possibilità di cieli sereni su gran parte del paese, e temperature in aumento rispetto a quelle alle quali ci eravamo abituati nel recente passato.
Tuttavia, a quanto emerge dalle ultime proiezioni dei maggiori modelli di previsione, il lato orientale della nostra penisola potrebbe subire l'influenza del ramo discendente dell'anticiclone stesso, e quindi portare qualche refolo di aria più fresca e perturbata a raggiungere le zone Adriatiche e Meridionali Italiane, in particolare a partire da domenica pomeriggio/sera fino ai primi giorni della prossima settimana. Comunque ci torneremo quando si avranno maggiori proiezioni al riguardo. Per adesso, prendiamoci questo assaggio di primavera (versione soleggiata).
Giuseppe Petricca
Blog connesso al sito www.vallepelignameteo.org realizzato per completarne l'informazione meteorologica.
AbruzzoMeteo » Previsioni per oggi
giovedì 11 aprile 2013
giovedì 4 aprile 2013
Ancora altri giorni in compagnia del tempo variabile
Come da titolo, avremo a che fare con un continuo alternarsi di periodi perturbati e tempo variabile/soleggiato. La causa, che provocherà questa dinamica almeno fino all'inizio della prossima settimana, è da ricercarsi nella ferita barica che si ri-aprirà sul Mediterraneo Centrale grazie all'arrivo della seconda perturbazione del mese di Aprile, come si può benissimo vedere dalla mappa allegata sotto.
Questa nuova perturbazione coinvolgerà maggiormente il Nord-Ovest della nostra nazione ed il suo lato tirrenico, lasciando in un primo momento scoperto il centro e causando al meridione una rimonta anticiclonica piccola, ma decisa, con una isoterma di +15°C ad 850hpa (ca 1500m) in pieno Ionio, e la +20°C subito dietro. Tuttavia, con il suo lento spostamento verso est arriverà ad interessare anche le nostre zone.
Ma lo farà... a tratti, ovvero con alternanza continua di tempo perturbato e tempo soleggiato, visto il suo continuo indugiare sull'area italica. Le precipitazioni tenderanno quindi ad essere di veloce risoluzione, m a potranno assumere intensità molto variabile, in riferimento a come i vari fronti si andranno a relazionare con l'orografia del territorio. Per vedere un possibile 'sblocco' si dovranno attendere i giorni che vanno oltre la prima decade, con una possibile rimonta anticiclonica sul nostro paese, ma ci torneremo.
Ma lo farà... a tratti, ovvero con alternanza continua di tempo perturbato e tempo soleggiato, visto il suo continuo indugiare sull'area italica. Le precipitazioni tenderanno quindi ad essere di veloce risoluzione, m a potranno assumere intensità molto variabile, in riferimento a come i vari fronti si andranno a relazionare con l'orografia del territorio. Per vedere un possibile 'sblocco' si dovranno attendere i giorni che vanno oltre la prima decade, con una possibile rimonta anticiclonica sul nostro paese, ma ci torneremo.
Giuseppe Petricca
Etichette:
abruzzo,
alta pressione,
bassa pressione,
meteo,
perturbazione,
pioggia,
precipitazioni,
valle peligna,
variabile
domenica 31 marzo 2013
Primi giorni di Aprile con ulteriori piogge
A quanto pare questa Primavera (iniziata meteorologicamente parlando un mese fa, ed astronomicamente 10 giorni fa) vuole continuare a mostrarsi piovosa e perturbata su gran parte del territorio nazionale. Il responsabile di questa situazione continua da alcune settimane va a ricercarsi in una vasta zona depressionaria che si estende dalle coste del Labrador (continente Americano) sino a quelle della Penisola Iberica in Europa, occupando tutto l'Oceano Atlantico.
La giornata di domani, Pasquetta, sarà infatti caratterizzata nella seconda parte del pomeriggio e nella serata sulla nostra regione, dall'arrivo dell'avanguardia di questo nuovo peggioramento, che sarà quindi il primo del mese di Aprile. La giornata con le precipitazioni più intense sarà il giorno successivo invece, quando l'area di bassa pressione si sarà spostata maggiormente sul nostro paese, come si può ben vedere dalla mappa allegata. Addentrandoci ancora un po' nella settimana avanti a noi possiamo vedere che avremo break di tempo variabile alternato ad altre precipitazioni. Insomma, una ben piccola variazione rispetto al tempo che abbiamo avuto modo di vedere nelle settimane passate.
Si inizia ad intravedere un possibile break di questa configurazione prettamente zonale (correnti tese e marcate da ovest verso est) intorno alla seconda metà del run, nel long range previsionale. Un tentativo di posizionamento di una zona anticiclonica in Atlantico che andrebbe a causare una discesa di aria marcatamente più fredda verso le zone Balcaniche. Continuiamo a monitorare per ora.
Giuseppe Petricca
La giornata di domani, Pasquetta, sarà infatti caratterizzata nella seconda parte del pomeriggio e nella serata sulla nostra regione, dall'arrivo dell'avanguardia di questo nuovo peggioramento, che sarà quindi il primo del mese di Aprile. La giornata con le precipitazioni più intense sarà il giorno successivo invece, quando l'area di bassa pressione si sarà spostata maggiormente sul nostro paese, come si può ben vedere dalla mappa allegata. Addentrandoci ancora un po' nella settimana avanti a noi possiamo vedere che avremo break di tempo variabile alternato ad altre precipitazioni. Insomma, una ben piccola variazione rispetto al tempo che abbiamo avuto modo di vedere nelle settimane passate.
Si inizia ad intravedere un possibile break di questa configurazione prettamente zonale (correnti tese e marcate da ovest verso est) intorno alla seconda metà del run, nel long range previsionale. Un tentativo di posizionamento di una zona anticiclonica in Atlantico che andrebbe a causare una discesa di aria marcatamente più fredda verso le zone Balcaniche. Continuiamo a monitorare per ora.
Giuseppe Petricca
Etichette:
atlantico,
bassa pressione,
pioggia,
precipitazioni,
sulmona,
valle peligna
mercoledì 6 febbraio 2013
Perturbazione artica alle porte..vediamone la genesi
Negli ultimi giorni i modelli matematici di previsione hanno proposto e riproposto una nuova irruzione fredda direzionata verso il nostro paese. Ebbene, con qualche piccola modifica, ma quella previsione è stata sostanzialmente confermata nelle sue grandi linee generali: analizzeremo queste nell'articolo seguente, e ci rimetteremo agli aggiornamenti dei modelli a risoluzione più elevata (nei prossimi giorni) per le previsioni dettagliate sulla nostra regione.
Andiamo quindi con l'analisi, illustrata dalla mappa allegata nell'articolo, dove possiamo vedere una rappresentazione che si potrebbe definire quasi 'da manuale' nell'ambito delle irruzioni artico-marittime (vengono definite in questo modo le 'bordate' fredde provenienti direttamente dal Mar Glaciale Artico).
Possiamo infatti notare un anticiclone di blocco in pieno Atlantico (che è riuscito ad affermarsi dopo la fase di quasi-zonalità che abbiamo avuto a fine Gennaio, responsabile delle temperature più elevate avute), che impedisce a correnti miti occidentali di affluire sul Mediterraneo, rendendolo senza problemi preda delle correnti fredde settentrionali. Contrapposto a questo promontorio anticiclonico quindi, troviamo ovviamente una profonda saccatura che si estende dalla Scandinavia fino alla nostra nazione, come naturale risposta atmosferica all'elevazione altopressoria.
Inoltre, come possibile evoluzione -ma qui siamo troppo in là per descrivere quello che non è più che una semplice tendenza- viene vista la formazione di un debole asse anticiclonico tra l'alta pressione Oceanica e quella che possiamo vedere sulla Russia (tecnicamente una figura chiamata Ponte di Woejkoff), che potrebbe pilotare masse d'aria più fredde e continentali verso il centro Europa. Ma è proprio una visione che merita altre conferme ;)
L'irruzione prevista, se confermata in toto, sarà comunque molto interessante sia dal punto di vista prettamente didattico, che dal punto di vista di fenomenologie al suolo, con termiche che andranno (in particolare sul Nord Italia) a raggiungere picchi minimi di anche -38/-40°C alla quota di 500hpa (ca. 5200 metri in questo caso). Per ora ancora difficile definire il classico 'balletto' dei minimi depressionari che si verranno a creare sui nostri mari, per questo come anticipato, ci rimettiamo ai modelli più dettagliati.
Giuseppe Petricca
Andiamo quindi con l'analisi, illustrata dalla mappa allegata nell'articolo, dove possiamo vedere una rappresentazione che si potrebbe definire quasi 'da manuale' nell'ambito delle irruzioni artico-marittime (vengono definite in questo modo le 'bordate' fredde provenienti direttamente dal Mar Glaciale Artico).
Possiamo infatti notare un anticiclone di blocco in pieno Atlantico (che è riuscito ad affermarsi dopo la fase di quasi-zonalità che abbiamo avuto a fine Gennaio, responsabile delle temperature più elevate avute), che impedisce a correnti miti occidentali di affluire sul Mediterraneo, rendendolo senza problemi preda delle correnti fredde settentrionali. Contrapposto a questo promontorio anticiclonico quindi, troviamo ovviamente una profonda saccatura che si estende dalla Scandinavia fino alla nostra nazione, come naturale risposta atmosferica all'elevazione altopressoria.
Inoltre, come possibile evoluzione -ma qui siamo troppo in là per descrivere quello che non è più che una semplice tendenza- viene vista la formazione di un debole asse anticiclonico tra l'alta pressione Oceanica e quella che possiamo vedere sulla Russia (tecnicamente una figura chiamata Ponte di Woejkoff), che potrebbe pilotare masse d'aria più fredde e continentali verso il centro Europa. Ma è proprio una visione che merita altre conferme ;)
L'irruzione prevista, se confermata in toto, sarà comunque molto interessante sia dal punto di vista prettamente didattico, che dal punto di vista di fenomenologie al suolo, con termiche che andranno (in particolare sul Nord Italia) a raggiungere picchi minimi di anche -38/-40°C alla quota di 500hpa (ca. 5200 metri in questo caso). Per ora ancora difficile definire il classico 'balletto' dei minimi depressionari che si verranno a creare sui nostri mari, per questo come anticipato, ci rimettiamo ai modelli più dettagliati.
Giuseppe Petricca
Etichette:
abruzzo,
alta pressione,
bassa pressione,
calo termico,
neve,
peggioramento,
precipitazioni,
valle peligna
sabato 2 febbraio 2013
Prima perturbazione di Febbraio...dai caratteri invernali
Dopo un periodo stabile e caratterizzato da temperature sicuramente 'fuori' dal periodo che stiamo attraversando, specialmente durante i Giorni della Merla, che sono per tradizione i più freddi dell'anno. Comunque questa configurazione, con un alta pressione ben distesa sul Mediterraneo Occidentale, durante gli ultimi due giorni ha visto l'aprirsi di un corridoio freddo che ha permesso ad aria di matrice polare di raggiungere le nostre latitudini. Durante la giornata odierna, in particolare, un minimo di bassa pressione è andato ad intensificarsi sul Mar Tirreno, e con il suo movimento verso Sud-Est apporterà il peggioramento annunciato.
Giuseppe Petricca
Gli ultimi aggiornamenti al riguardo hanno incrementato l'ammontare del flusso freddo in arrivo sulla nostra regione, andando quindi a prevedere una isoterma di circa -4°C/-5°C alla quota di riferimento di 850hpa (ca. 1300 metri per questa occasione). Il minimo depressionario tuttavia appare non molto organizzato ma dovremmo avere comunque precipitazioni diffuse su tutto il territorio regionale, con nevicate che dovrebbero spingersi sino sui 5/600 metri, con qualche sconfinamento a quote più basse nel nord della regione e nel caso di rovesci intensi, oltre che sul finire dei fenomeni, in serata.
Tutta la giornata di domani sarà caratterizzata comunque da fenomenologia perturbata, con buone nevicate in montagna, ed è difficile parlare dei quantitativi di accumulo alle quote più basse, data appunto la disorganizzazione del minimo previsto. Comunque ci saranno aggiornamenti in tempo reale sul Forum AbruzzoMeteo e sulla pagina Facebook relativa, anche in termini di previsioni ;)
Giuseppe Petricca
Etichette:
abruzzo,
bassa pressione,
neve,
perturbazione,
pioggia,
previsioni,
valle peligna
Iscriviti a:
Post (Atom)